Categoria: Interviste

Interviste ai personaggi del mondo della vela

  • Kite, Cili and rock ‘n’ roll: intervista al campione di kitesurf Tony Cili, il re delle onde (e del vento)

    Kite, Cili and rock ‘n’ roll: intervista al campione di kitesurf Tony Cili, il re delle onde (e del vento)

    Kite, Cili and rock 'n' roll intervista al campione di kitesurf Tony Cili, il re delle onde (e del vento) (9)Guardando le prime foto del protagonista dell’intervista, mi sono immerso nell’atmosfera americana dei primi anni Settanta, pensando alle coste della California, al mitico Volkswagen T2 (il Bulli per intenderci) e, successivamente, a “Point Break”. Poi, però, scorrendo le altre immagini sul desktop sono ‘atterrato’ a Gizzeria, passando per Dakhla (Marocco) e Crotone. Ed è proprio qui, in Calabria, che inizia l’avventura del nostro protagonista, un atleta capace di eseguire – sia con il kitesurf che con il surf – evoluzioni spettacolari. All’anagrafe è Antonio Ciliberto, ma tutti lo conoscono come Tony Cili.
    Entrato a far parte nel 2014 del Team Nazionale di Rrd, il kiter-surfer classe 88 è in forza presso la scuola di vela FIV Hang Loose Beach di Gizzeria (presieduta da Luca Valentini), associazione velica affiliata alla VI Zona FIV Calabria e Basilicata del presidente Fabio Colella.
    Vela Pratica ha intervistato Tony subito dopo la conclusione della selezione per i campionati del mondo Wave del circuito Pkra disputata a Dakhla, sulle coste del Marocco. È l’unico atleta italiano ad aver preso parte a questa importante gara sportiva, entrando nei primi 10 della classifica finale. Ecco come ha risposto il super kiter-surfer, al momento ancora in Marocco a surfare, alle nostre (10) domande.

    Vela Pratica: ciao Tony, innanzitutto complimenti per la tua prestazione in Marocco. Come è stata la tua esperienza sportiva a Dakhla?
    Tony Cili: è stata una delle migliori. Potersi allenare con i top del mondo e vivere con loro è stata un’esperienza importante che mi ha fatto capire qual è il livello attuale del kite wave mondiale e quanto ancora posso e devo crescere.

    V.P.: ti senti più surfer o più kiter?
    T.C.: mi sento più surfer, perché è da lì che è partito tutto. Era un mio sogno da bambino. Considerate poi che il maggior allenamento lo dedico al surf proprio perché le condizioni in Calabria, sfruttando Ionio e Tirreno, con le perturbazione che arrivano dai 4 quadranti, permettono di dedicarmi al surf. Sembra strano da dire, ma è più semplice e frequente trovare un solo elemento cioè onde da surf che i due elementi fondamentali per il kite wave: onde con vento.

    V.P.: come è iniziata la tua avventura sulle onde?
    T.C.:
    è iniziata con il windsurf, inizialmente guardando i veterani della mia città surfare le prime onde, poi, attivamente a 15 anni, grazie a un grande amico che già praticava questo sport e mi ha introdotto al windsurf. Ma indubbiamente sono sempre stato affascinato dalle onde e da tutti i personaggi che ruotano intorno a questi sport. Dopo tanti anni di windsurf sono approdato al surf e, successivamente, al kiteboarding e al Sup (Stand up Paddle). Grazie a Luca Valentini dell’Hangloose Beach di Gizzeria (Lamezia) sono entrato in contatto con il mondo Rrd Roberto Ricci Design e… da lì le prime gare.

    V.P.: la tua surfata più adrenalinica?
    T.C.:
    posso senza dubbio considerare quella di quest’anno a gennaio, in Sudafrica, Cape Town, spot Big Bay, insieme ai ragazzi del Team Rrd, il mio sponsor, dove per la prima volta mi sono confrontato con la forza esplosiva di onde oceaniche di oltre 4 metri.

    V.P.: e il tuo “volo” in kite più bello?
    T.C.:
    tutte le mie uscite le considero belle, ognuna differente dall’altra. Sicuramente la più particolare è stata “volare” in una piscina privata, lunga 20 metri e larga 10, con un bel vento di tramontana.

    V.P.: quando sei sul kite e ti trovi ad affrontare vento e onde, cosa provi?
    T.C.:
    sfruttare le condizioni che madre natura ti offre, trovarsi in un elemento che non ci appartiene quale il mare e poter contare solo sulle tue forze è una delle emozioni più intense che si possano vivere. Essere a contatto con elementi forti, come acqua e vento, ti fa capire quanto siamo piccoli di fronte alla potenza della natura.

    V.P.: ti è capitato di ‘brevettare’ un numero sul kite o sul surf?
    T.C.:
    no. Molta gente più brava di me ha ideato manovre che io, in genere, utilizzo o cerco di imparare.

    V.P.: se dico “Point Break” a cosa pensi?
    T.C.:
    in particolare penso al “Cili Point”, uno spot scoperto da me qualche anno fa, “point break” (tipologia di spot in cui l’onda rompe in un punto preciso) perfetto situato nei pressi di Capo Colonna (Crotone). In generale, al famosissimo film con Patrick Swayze.

    V.P.: il tuo prossimo impegno sportivo?
    T.C.: l’imminente campionato italiano kite wave 2015.

    V.P.: qualche tuo ‘collega con le ali’ che ti conosce bene, dice che sei un mostro (dal latino monstrum, portento, prodigio). Altri, invece, ti definiscono simpatico. Vuoi fare un saluto a mo’ di kiter-surfer a tutti gli appassionati di queste fantastiche discipline sportive e ai lettori di Vela Pratica?
    T.C.:
    buon vento a tutti e, soprattutto… “Rock ‘n’ roll”.

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    A seguire le foto del campione in azione

    Kite, Cili and rock 'n' roll intervista al campione di kitesurf Tony Cili, il re delle onde (e del vento) (1) Kite, Cili and rock 'n' roll intervista al campione di kitesurf Tony Cili, il re delle onde (e del vento) (5)Kite, Cili and rock 'n' roll intervista al campione di kitesurf Tony Cili, il re delle onde (e del vento) (5) Kite, Cili and rock 'n' roll intervista al campione di kitesurf Tony Cili, il re delle onde (e del vento) (3) Kite, Cili and rock 'n' roll intervista al campione di kitesurf Tony Cili, il re delle onde (e del vento) (3) Kite, Cili and rock 'n' roll intervista al campione di kitesurf Tony Cili, il re delle onde (e del vento) (4) Kite, Cili and rock 'n' roll intervista al campione di kitesurf Tony Cili, il re delle onde (e del vento) (4)   Kite, Cili and rock 'n' roll intervista al campione di kitesurf Tony Cili, il re delle onde (e del vento) (6) Kite, Cili and rock 'n' roll intervista al campione di kitesurf Tony Cili, il re delle onde (e del vento) (7) Kite, Cili and rock 'n' roll intervista al campione di kitesurf Tony Cili, il re delle onde (e del vento) (8)  Kite, Cili and rock 'n' roll intervista al campione di kitesurf Tony Cili, il re delle onde (e del vento) (1)  Kite, Cili and rock 'n' roll intervista al campione di kitesurf Tony Cili, il re delle onde (e del vento) (2)Segui Vela Pratica su Facebook, Twitter e Pinterest

  • Intervista al Presidente del Circolo Velico Reggio Carlo Colella in occasione dei trent’anni della Mediterranean Cup

    Intervista al Presidente del Circolo Velico Reggio Carlo Colella in occasione dei trent’anni della Mediterranean Cup

    Carlo ColellaIl prossimo weekend si accendono i riflettori su quella che è considerata una delle classiche della vela italiana, giunta ormai alla trentesima edizione: la Mediterranean Cup. Vela Pratica, per l’occasione, ha voluto intervistare l’ideatore, nonché presidente del Circolo Velico Reggio e colui che ha preso per mano la vela calabrese per tantissimi anni, mettendosi al timone della VI Zona FIV Calabria e Basilicata. Ecco come ha risposto il Dottor Carlo Colella alle nostre domande.

     

     

    Vela Pratica: correva l’anno 1985 quando il suo circolo organizzò la prima edizione della Mediterranean Cup. Come è nata l’idea di quella che è divenuta una classica della vela italiana?
    Carlo Colella: Abbiamo subito immaginato che la vela fosse un tramite per ribadire che la Calabria è il centro geografico, culturale e sportivo del Mediterraneo. La vela può e deve essere il testimonial di questa condizione e in particolare la vela giovanile come la classe Optimist.

    V.P.: la regata, come da tradizione, si è svolta sempre durante i primi giorni di novembre. Perché ha deciso di far disputare la 30^ edizione a dicembre?
    C.C.: abbiamo sfidato Eolo sperando sulla nostra fortuna nel trovare nel mese di dicembre un clima tardo autunnale.
    In questo periodo nei Paesi del Nord Europa i laghi sono ghiacciati  e la vela non si pratica. Qui in Calabria si potrebbe fare tutto l’anno. Incrociamo le dita.

    V.P.: l’avrebbe mai immaginato che in questi (primi) 30 anni sarebbero venuti a gareggiare nelle acque di Reggio Calabria tantissimi campioni provenienti da ogni angolo d’Italia e dall’Europa mediterranea, diventati in seguito campioni del mondo, olimpionici e, addirittura, fuoriclasse che hanno preso parte alla Coppa America?
    C.C.: se si scorre l’Albo d’oro della manifestazione vi sono nomi che per le rispettive nazioni hanno partecipato alle Olimpiadi, confermando che la Mediterranean Cup è un trampolino utile per affermarsi  sul palcoscenico mondiale.

    V.P: il campo di regata dello stretto di Messina è uno dei più tecnici. Quest’anno alla Med Cup parteciperà anche il Gan della Classe Optimist. Il livello tecnico dei partecipanti è, quindi, sempre al top.
    C.C.: gareggiare con le correnti marine, con una campo difficile e con il fascino che emana dalla Storia  sin dai Tempi di Omero è senza dubbio una novità per molti giovanissimi. La partecipazione del GAN, ovvero della Nazionale Italiana dell’Optimist, è una conferma.

    V.P.: ci può raccontare un aneddoto legato alla Mediterranean Cup?
    C.C.: L’avvistamento di una balena che è affiorata a qualche centinaio di metri dal campo di regata dimostrando che, nonostante tutto, questo è un mare e un ambiente salubre.

    V.P.: è soddisfatto di quello che è riuscito a dare alla vela, fino ad ora, con il suo circolo?
    C.C.:
    trenta anni di Mediterranean Cup vuol dire che ci troviamo di fronte ad un uomo adulto e non rappresenta solo una speranza ma la certezza del futuro.

    V.P.: lei ha ricoperto la carica di presidente della VI Zona Calabria e Basilicata per cinque  mandati. Quanto e cosa è cambiato nel mondo della vela in questi trent’anni?
    C.C.: io sono stato il primo Presidente di Zona quando era un miraggio poter tesserare su tutta la Calabria e la Basilicata mille atleti ed era difficile affiliare un nuovo Circolo. Eravamo pionieri di un sogno che oggi è divenuto realtà con gli oltre settemila tesserati con i 33 Circoli. Abbiamo seminato bene ma quelli che sono venuti dopo sono stati bravissimi.

    V.P.: come vede il futuro della vela a Reggio Calabria e nella VI Zona?
    C.C.: è la disciplina che, nonostante la crisi che ha investito il Paese, è in prorompente crescita e se le istituzioni concedessero un supporto a questa crescita potrebbe essere la carta vincente della nostra Regione.

    Ringraziamo il presidente Carlo Colella per aver risposto alle nostre domande.

    Reggio Calabria Mediterranean Cup

  • Il Club Velico Crotone ospita la squadra nazionale Optimist: l’intervista di Vela Pratica al presidente Francesco Verri

    Il Club Velico Crotone ospita la squadra nazionale Optimist: l’intervista di Vela Pratica al presidente Francesco Verri

    Il Club Velico Crotone ospita la squadra nazionale Optimist l’intervista di Vela Pratica al presidente Francesco VerriDal 27 al 30 novembre la “città della vela” ospiterà il raduno della squadra nazionale Optimist. Crotone, quindi, nei giorni che precedono la Mediterranean Cup di Reggio Calabria, sarà invasa da giovani atleti provenienti da ogni angolo d’Italia: Bari, Cesenatico, Chioggia, Follonica, Lago di Bracciano, Malcesine sul Garda, Marina di Carrara, Monfalcone, Napoli, Olbia, Palermo, Pescara, Ravenna, Riva del Garda, Senigallia e Trani. I velisti della classe Optimist saranno allenati dai coach Marcello Meringolo e Riccardo Di Paco.
    Vela Pratica ha intervistato il presidente del Club Velico Crotone, Francesco Verri, a pochi giorni dall’inizio della manifestazione sportiva. Ecco come ha risposto alle nostre domande.

    Vela Pratica: perché il suo Club ha voluto ospitare il raduno Optimist?
    Francesco VerriFrancesco Verri:
    ho sotto gli occhi le fotografie che furono scattate a maggio durante la regata nazionale della classe Optimist ospitata dal Club Velico Crotone. Quel giorno c’erano 25 nodi. Ora arriva la squadra nazionale Optimist che si allenerà a Crotone dal 27 al 30 novembre. Le previsioni parlano di uno splendido vento da Sud che domenica sfiorerà i 30 nodi. Ogni evento conferma la natura di “galleria del vento” del nostro golfo e di “città della vela” di Crotone. Una città che si proietta finalmente nel futuro grazie al mare, al vento, alla vela chiudendo finalmente il cerchio con il suo passato nel quale Milone, il più forte atleta di tutti i tempi, genero di Pitagora secondo la leggenda, vinceva le Olimpiadi dell’Antichità contribuendo alla fama della sua Crotone. Ecco, questo è il motivo per il quale ospitiamo la squadra nazionale Optimist e organizzeremo nel 2015 e nel 2016, con la VI Zona FIV, le regate più importanti.
    Tutto questo ha le sue radici in una storia gloriosa che magicamente si sta saldando con il presente e il futuro. E il merito è di un pugno di ragazzini di Crotone che ha aperto gli occhi alle loro mamme e ai loro papà. Per dirla con Elsa Morante “Il mondo salvato dai ragazzini”: bello no?

    V.P.: come si sta preparando il circolo per questa importante manifestazione sportiva?
    Francesco VerriF.V.: come al solito, l’entusiasmo e la voglia di fare una bella figura sono alle stelle. Un gruppo di decine di soci ha pensato ai minimi particolari: gli atleti saranno prelevati da noi all’aeroporto di Crotone e qui troveranno le barche già pronte, alloggeranno a due passi dal circolo, faranno una seconda colazione al club offerta dal Gal Kroton bevendo la nostra spremuta d’arancia, in acqua saranno assistiti da tutti i nostri allenatori oltre che dai coach della nazionale, a terra disporranno della sala teoria e di tutto quel che occorre, gli spostamenti dall’hotel a circolo saranno assicurati dalla navetta elettrica messa a disposizione dall’azienda Irenova di Crotone, la cena collettiva sarà a base di prodotti a chilometri zero. Quanto all’allegria che caratterizzerà ogni cosa, quella è di serie. È una dotazione di base.

    V.P.: è ormai noto che il Club Velico Crotone nel 2016 ospiterà il campionato europeo della classe Optimist. Come è stato possibile, considerando che il club è stato costituito solo due anni fa, che sia stato scelto per ospitare un evento a livello europeo?
    Francesco VerriF.V.: abbiamo avuto gli ottimi consigli dei nostri esperti, persone con esperienza internazionale come Massimo Giorgianni, Burcu Algon, Matteo Sangiorgi. Abbiamo avuto la fiducia e il sostegno della FIV e dell’AICO. Abbiamo lavorato in tanti al video, alla presentazione, alla struttura dell’offerta. Abbiamo avuto coraggio. Non abbiamo mai pensato fosse impossibile. Abbiamo avuto… Mira Tesser Cuomo, il capo della delegazione, una forza della natura che ha convinto tutti, non con il suo inglese ma con i suoi argomenti, con la sua forza, con la sua genuinità di mamma di tre velisti del Sud.

    V.P.: prossimi appuntamenti in vista?
    Francesco VerriF.V.: quattro regate nazionali nel 2015, una più importante dell’altra. Le classi 470, 420, Laser e Optimist verranno tutte a Crotone per regate nazionali. Cento atleti in tutto in acqua. Inoltre, almeno 10 squadre verranno qui ad allenarsi.

     

    V.P.: ringraziamo il Presidente Francesco Verri per il tempo che ha dedicato a Vela Pratica.
    F.V.: grazie a Vela Pratica, blog tempestivo e generoso. Nel 2015 e nel 2016 ci divertiremo insieme.

     

    Il Club Velico Crotone ospita la squadra nazionale Optimist l’intervista di Vela Pratica al presidente Francesco Verri 1

  • Adriatica e il giro del mondo sulla rotta di Pigafetta e Magellano: intervista a Patrizio Roversi di Velisti per Caso

    Adriatica e il giro del mondo sulla rotta di Pigafetta e Magellano: intervista a Patrizio Roversi di Velisti per Caso

    Syusy e Patrizio su AdriaticaSabato 7 settembre Adriatica molla gli ormeggi da Venezia per seguire la rotta percorsa cinquecento anni fa dal cartografo e scrittore vicentino Antonio Pigafetta e il navigatore portoghese Magellano. Fra poco, infatti, sarà il cinquecentenario di Pigafetta, e l’Associazione Pigafetta500 di Vicenza, assieme a un gruppo di Circoli Velici, ha lanciato la proposta di rifare il suo viaggio, coinvolgendo i Velisti per Caso Syusy Blady e Patrizio Roversi.

    Vela Pratica ha contattato i velisti per caso Syusy e Patrizio, e loro ci hanno illustrato il progetto Pigafetta500, che vede tra protagonisti di questa fantastica avventura intorno al mondo Adriatica e il suo equipaggio.

    Vela Pratica: come è nata la collaborazione tra l’Associazione Pigafetta500 e i Velisti per Caso?
    Velisti per Caso:
    Ciao Vela Pratica! Innanzitutto vorrei precisare che Pigafetta non era un cartografo-scrittore, bensì un “cavaliere”, un “gentiluomo” a metà fra un militare e un diplomatico, che grazie allo zio cardinale, che era il nunzio apostolico in Spagna, è stato messo alle calcagna di Magellano che era in partenza per questa sua impresa, che aveva una importanza strategica ed economica straordinaria: si trattava di capire di chi erano le Isole delle Spezie, se della Spagna o del Portogallo. In pratica Pigafetta quindi è partito come spia del Papa a bordo della nave di Magellano… Secondo Syusy, appassionata di mappe e di misteri, è possibile che il Vaticano gli abbia dato anche qualche preziosa mappa. Poi Pigafetta divenne scrittore per caso, nel senso che fece un diario minuziosissimo del viaggio, lo consegnò alla Corte Spagnola e questi lo fecero sparire. Poi, su consiglio di Isabella d’Este, ne ha scritto un altro, a memoria… detto questo: Pigafetta500, una onlus composta da appassionati di vela vicentini, è arrivata a noi per chiederci se gli noleggiavamo Adriatica, forse la più bella barca attualmente galleggiante al mondo, certamente la più adatta ad una impresa del genere…

    V.P.: il giro del mondo in barca a vela è un’esperienza affascinante ma impegnativa. Avete previsto 40 tappe, ma le miglia per coprire l’intera rotta percorsa da Pigafetta sono 38.200. Ci saranno cambi di equipaggio durante le soste a terra?
    V.p.C.:
    scherzi?! Ma è proprio qui il bello: questo viaggio, ideato e organizzato da Pigafetta500, è APERTO A TUTTI! Tutti si possono iscrivere ad una delle 38 tappe, che durano ognuna circa 15 giorni. Quindi – salvo la presenza a bordo di un capoprogetto di Pigafetta500, che potrà essere Giorgio Xodo, o Odino Bau, o Franco Maestrelli o Piero Magnabosco – l’equipaggio cambia spesso. E attenzione: questo è il giro del mondo più bello che ci sia, tocca luoghi incredibili e percorre rotte bellissime.

    V.P.: durante la tredicesima tappa, con partenza da Ushuaia e arrivo a Punta Arenas, Adriatica attraverserà lo Stretto di Magellano, il canale che Magellano e Pigafetta cercavano (e trovarono) durante il loro viaggio. Forse è ancora presto per parlarne, ma siamo curiosi di sapere come si festeggerà a bordo di Adriatica il passaggio nel canale “longo cento e dieci leghe”.
    V.p.C.:
    quando, con Cino Ricci, abbiamo fatto la prima traversata atlantica abbiamo mangiato un prosciutto, quando abbiamo fatto con Davide Riondino la traversata dalle Galapagos alle Marchesi lui ha improvvisato una canzone e sono arrivati i delfini. Nei Canali Cileni farà freddo, e visto che l’equipaggio sarà soprattutto veneto, immagino che sarà una festa a base di prosecco…

    V.P.: l’arrivo di Adriatica a Venezia è previsto il 26 aprile 2015. Potremo salire a bordo e sfogliare il vostro diario di bordo lungo 38.200 miglia?
    V.p.C.:
    certo, ma spero che il diario di bordo l’abbiate anche letto prima, durante il viaggio, seguendoci sul sito di Piagafetta500 o di Velistipercaso.

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    Vela Pratica ringrazia i Velisti per Caso Syusy e Patrizio per la disponibilità e per averci illustrato il progetto Pigafetta500.

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    Rotta Piagafetta
    Le tappe di Adriatica

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