Categoria: Trucchi

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  • Barca in porto: ormeggio sicuro

    Barca in porto: ormeggio sicuro

    Ecco qualche trucco per essere tranquilli con la barca all’ormeggio e vivere sereni quando si è a casa molto distanti dal porto

    La spensieratezza con cui si è soliti navigare in mare aperto, lontani da tutto e da tutti, si è sicuramente contrapposta, almeno una volta nella vita di diportista-regatante, a quel senso di imbarazzo provato durante l’avvicinamento in banchina a causa di una manovra errata. In alto mare può capitare di fare una manovra sbagliata con tutte le conseguenze del caso, ma dopo quei pochi attimi, riprendendo il giusto passo e assetto, si torna a veleggiare più felici e spensierati di prima. Quando si sbaglia in porto invece, sotto gli occhi attenti dei vicini di banchina, il discorso cambia e non c’è da vergognarsi: giocare d’anticipo e chiedere assistenza in caso di difficoltà agli ormeggiatori potrebbe fare la differenza!
    Di fatto, per evitare spiacevoli inconvenienti, bisogna preparare le manovre ben prima di passare tra i due fanali che segnano l’entrata del porto. Inoltre si deve tenere presente che in alcuni marina, prima di entrare, è necessario dare comunicazione alla Capitaneria di Porto competente, utilizzando il VHF o il cellulare, e considerare se nelle vicinanze dell’imboccatura, a causa dei fondali ridotti, le onde infrangono in modo da evitare conseguenze catastrofiche per la barca e per le persone a bordo.
    Ricordandosi che è buona norma consultare le ordinanze locali e che in porto si deve rispettare la velocità di navigazione non superiore a tre nodi, si può passare alla parte pratica!
    Quando le manovre sono ormai terminate, la barca è assicurata con le cime e si può tirare un sospiro di sollievo.
    Per essere tranquilli all’ormeggio e vivere sereni quando si è a casa molto distanti dal porto, ecco che entrano in gioco altri accorgimenti utili, come quelli tratti da Vela Pratica – Trucchi, idee e suggerimenti.

    Parabordi al centro Vanno posizionati lungo le murate in un’area prossima al baglio massimo. In questa maniera si protegge la zona della fiancata più esterna.

    All’altezza (giusta) Uno degli errori più frequenti che si notano lungo le banchine riguarda l’altezza sbagliata dei parabordi, ovvero posizionati o troppo bassi (barca a destra) o troppo alti. Generalmente, la testa del parabordo deve essere in linea con la base della falchetta, come sulla barca a sinistra.

  • Vela (in) pratica

    Vela (in) pratica

    La sezione dedicata alla vita di bordo con trucchi, idee e suggerimenti per mollare gli ormeggi e navigare in sicurezza.

    • Bambini in barca, 10 consigli per navigare sicuri
    • Ancorare in sicurezza
    • Trucchi per un ormeggio sicuro: 10 regole da sapere… prima di ormeggiare
    • Meteo: trucchi e consigli per prevedere il tempo che farà
    • Evitare gli abbordi in mare: ecco un trucco per ricordare le precedenze
    • Batterie sempre cariche: i trucchi per pulirle e non farle scaricare
    • Infiltrazioni d’acqua: i controlli da fare e come intervenire
    • Come mantenere la barca sempre asciutta
    • Salire in testa d’albero? Ecco cosa serve e come si fa
    • Eolie in barca a vela: guida pratica alla crociera
    • … e tanti altri articoli

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    Tante altre dritte e approfondimenti per essere tranquilli all’ormeggio, manovrare in porto, ancorare in rada, navigare di notte e con bambini a bordo.

  • Vela Pratica, il nuovo manuale di vela

    Vela Pratica, il nuovo manuale di vela

    Il libro che svela le procedure per facilitare la gestione di una barca a vela in porto come in navigazione. Trucchi, idee e suggerimenti pratici, illustrati in modo dinamico e a colori. Con l’autorevole opinione di un velista d’eccezione, Gianfranco Bacchi, che lo ha definito “uno strumento che ogni velista appassionato di diporto dovrebbe conservare in barca o in una tasca dello zaino”.

    on-line
    Il nuovo manuale di vela disponibile negli store on-line è ricco di contenuti pratici per illustrare come prendere il largo in tutta sicurezza. Gianfranco Bacchi lo ha definito “uno strumento che ogni velista appassionato di diporto dovrebbe conservare in barca o in una tasca dello zaino. Costituisce un estratto delle “buone maniere” e delle pratiche che oltre a rappresentare la consuetudine di ogni bravo velista, svela le procedure che facilitano la gestione di una barca a vela in porto come in navigazione massimizzando la sicurezza del personale e delle attrezzature”.
    Non si tratta infatti del solito manuale “costruito” con lunghi testi teorici, ma è illustrato con un’impaginazione dinamica che rende il contenuto intuitivo. Contenuto accuratamente selezionato e corredato da fotografie e illustrazioni rigorosamente a colori, pensato come un diario di bordo per raccontare l’essenza dell’andar per mare attraverso istantanee “rubate” alla vita in barca. Un viaggio nel viaggio, dove tutto inizia nel momento in cui si mollano gli ormeggi per prendere il largo e si conclude con il rientro in porto, facendo tappa finale in cantiere per rimettere in forma la barca.

    manuale-vela-pratica-copertinaIn questo libro la pratica è intesa come trait d’union tra la teoria e la vita di bordo. Quella fatta di sale che ti arriva in faccia quando il vento fischia, di bambini che giocano felici in pozzetto, di meravigliosi caleidoscopi di colori che rendono magica la navigazione all’imbrunire che, pian piano ti accompagnano verso emozionanti chiari di luna, di navi che incrociano la rotta durante la notte e di ancoraggi in baie incantevoli. Un viaggio foto-pratico nel meraviglioso, affascinante e sconfinato mondo della vela.

    A confermare che si tratta di un libro originale e pratico nei contenuti è lo stesso Gianfranco Bacchi: “Negli anni in cui ho svolto l’incarico di istruttore FIV e ho condotto corsi pratici per il conseguimento della patente nautica, mi sono sempre soffermato su tutti quegli elementi che normalmente non si trovano nei manuali ma che costituiscono l’abc che ogni velista deve custodire nel bagaglio di conoscenze ed esperienze personali. Tutto quanto è sapientemente analizzato nel manuale Vela Pratica, manoscritto che conserva nel suo titolo sia l’obiettivo che il contenuto”. Il manuale di vela che mancava, è ora disponibile su Amazon.it.

    manuale-vela-pratica

  • Trucchi: ancorare in sicurezza

    Trucchi: ancorare in sicurezza

    Trucchi ancorare in sicurezzaLa presa dell’ancora sul fondo dipende dall’angolo che la catena crea col fondale. La presa migliora quanto più l’angolo di tiro ha valore minore. Quindi, più è lunga la catena o la cima in acqua (calumo) minore sarà l’angolo.

    Affinché la trazione parallela al fondo avvenga in massima sicurezza, la lunghezza del calumo deve essere almeno di cinque volte la profondità.
    Inoltre, ricordo che i venti possono far ruotare la barca per un’intera circonferenza attorno al punto in cui l’ancora ha fatto presa. Occorre, quindi, che tra le barche all’ancora vi sia una distanza pari almeno alla somma delle due catene.

    Lunghezza e diametro della catena
    Per una barca di 6-7 metri è consigliata una catena lunga 10-15 metri e del diametro di 6-7 millimetri. Per una barca di 10 metri una catena lunga circa 25 metri e del diametro di 9 millimetri.

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  • Trucchi di bordo: bambini in barca, 10 consigli per navigare sicuri

    Trucchi di bordo: bambini in barca, 10 consigli per navigare sicuri

    trucchi-di-bordo-bambini-in-barca-10-consigli-per-navigare-sicuriEcco qualche consiglio per chi naviga con bambini al seguito.

    Abbigliamento
    A bordo non devono mai mancare cappellini di cotone, possibilmente bianchi, la crema protettiva e scarpette leggere, ma antiscivolo, da far calzare soprattutto quando il mare inizia a essere un po’ mosso.

    Mordi e fuggi
    Se è la loro prima crociera meglio fare uscite brevi per non far pesare loro troppo la vacanza.

    Cime in ordine
    Tenete tutte le cime in chiaro. Quindi, addugliate tutte le drizze e fate in modo che le scotte siano bene in vista.

    Non solo vela
    Non dimenticate di portare a bordo qualche gioco e lasciate un angolo del pozzetto libero, dedicato completamente a loro.

    Tv on board
    Se in barca tv e lettore non ci sono, potete ovviare con un player portatile o con un notebook.

    Disciplina
    Ogni spostamento in barca dovrà essere segnalato.

    Chef a bordo
    A bordo non deve mai mancare la frutta, essenziale per una dieta leggera e ricca di liquidi.

    Aria sottocoperta
    Assicuratevi che la dinette sia adeguatamente ventilata.

    Il nostro Secondo
    Per non far annoiare i vostri figli rendeteli partecipi facendovi aiutare nella conduzione della barca anche perché sarà per loro un passo avanti verso il ‘ruolo’ di comandante.

    Freschi col salvagente
    Durante il bagno potete lanciare in mare l’anulare assicurato a una cima di sicurezza.

    Trucchi di bordo bambini in barca, 10 consigli per navigare sicuri

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  • Trucchi per un ormeggio sicuro: 10 regole da sapere… prima di ormeggiare

    Trucchi per un ormeggio sicuro: 10 regole da sapere… prima di ormeggiare

    Le operazioni per un buon ormeggio devono iniziare ancor prima dell’ingresso in porto. Ecco le operazioni da fare prima di entrare in porto, come gestire l’equipaggio durante la manovra e le regole da osservare per prepararsi alla delicata fase di ormeggio.

    ormeggio1 Informazioni
    Quando si fa rotta su un porto non conosciuto bisogna verificare che ci siano posti disponibili e poi cercare quante più informazioni utili possibile. Dove trovarle? Sul Portolano.

    2 Parabordi
    Ancor prima di entrare in porto si devono assicurare, con un nodo parlato, i parabordi alle draglie.
    ormeggio-23 Questione di vento
    Una volta entrati nel marina controllare la direzione e l’intensità del vento per capire come ci si dovrà posizionare per iniziare le manovre. Guardare le bandiere delle barche ormeggiate o i segnavento posizionati in testa d’albero.

    4 Vento sulle murate
    Tanto più le murate sono alte, tanto più velocemente il vento farà scarrocciare la barca o ruotare la prua.

    5 Cime in ordine
    Iniziare a preparare le cime di ormeggio per il lancio in banchina, facendole passare esternamente ai pulpiti e all’interno dei passacavi. Non rimane che annodarle sulle bitte di prua, pronte per essere lanciate.
    ormeggio-36 Ai propri posti
    È importante assegnare a ogni membro dell’equipaggio un ruolo ben preciso da rispettare per poter ormeggiare nel modo più corretto e in sicurezza.

    7 Parabordo a portata di mano
    Tenere sempre a portata di mano un parabordo. Durante l’avvicinamento alla banchina, potrebbe essere utile per evitare di urtare la murata della barca a quella del vicino di banchina.

    8 Occhio al giro
    L’effetto evolutivo dell’elica è la tendenza che una barca ha a spostare la poppa. Se l’elica è destrorsa (la rotazione avviene in senso orario) a marcia in avanti la poppa si sposta a destra, mentre a marcia indietro va verso sinistra. Avviene il contrario per le eliche sinistrorse. Quindi, in fase di manovra, tenere presente l’effetto evolutivo dell’elica, che spesso complica le fasi di avvicinamento alla banchina.

    9 Alla larga dalle cime
    Se si sta eseguendo una manovra sbagliata non esitare un solo attimo! Ingranare la marcia in avanti per allontanarsi dal pericolo.

    10 L’importanza dei parabordi
    Non utilizzare mai le mani o i piedi per fermare la barca per evitare di farsi male: usare solo i parabordi.

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  • Meteo: trucchi e consigli per prevedere il tempo che farà

    Meteo: trucchi e consigli per prevedere il tempo che farà

    Meteo trucchi e consigli per navigare in sicurezzaBarometro e igrometro sono preziosi alleati durante la navigazione perché analizzando attentamente le variazioni di pressione e di umidità si può intuire se il maltempo è in arrivo, riducendo così il rischio di trovarsi nel bel mezzo di tempeste.

    Barometro e igrometro sono infatti due strumenti che forniscono i dati relativi a pressione e umidità, elementi fondamentali per la navigazione. Generalmente, se il barometro segna un abbassamento di pressione e l’igrometro un aumento di umidità ci si deve aspettare maltempo. Con un’osservazione più attenta si può intuire se è effettivamente in arrivo.
    Le variazioni si possono annotare su un foglio di carta millimetrata, su cui indicare pressione e umidità sull’asse delle ascisse x (asse verticale) e le ore del giorno sull’asse delle ordinate y (asse orizzontale). L’asse verticale si può divide in due: nella parte superiore indicare la pressione in ectopascal (Hpa) e sotto l’umidità. Poi bisogna assegnare un valore a ogni quadratino della carta millimetrata e riportare i valori di pressione e umidità più frequenti sulla scala.
    Per la pressione si può prendere un quadretto ogni 10 ectopascal e per l’umidità un quadretto per ogni 10% di umidità. Una volta intrapreso il viaggio si devono riportare i dati indicati dai due strumenti sulla carta millimetrata con regolarità (da sinistra verso destra) segnandoli con un punto per poi unirli con segmenti in modo da creare un vero e proprio grafico. È preferibile non superare le 4 ore da un rilevamento all’altro. Con questa tecnica è possibile visualizzare l’andamento di pressione e umidità dalla barca durante l’arco della giornata. Associata ai bollettini meteo, dopo un’attenta interpretazione si potranno avere le previsioni meteo locali.

    Meteo trucchi e consigli per prevedere il tempo che farà e navigare in sicurezza

  • Evitare gli abbordi in mare: ecco un trucco per ricordare le precedenze

    Evitare gli abbordi in mare: ecco un trucco per ricordare le precedenze

    Evitare gli abbordi a mare: ecco un trucco per ricordare le precedenzeUno dei maggiori pericoli in mare è quello degli abbordi. È possibile, infatti, che per una serie di circostanze, si verifichi un incidente in mare. Ciò è dovuto non solo per distrazione, ma per una scarsa conoscenza delle regole per prevenire gli abbordi in mare, contenute nel Regolamento internazionale per prevenire gli abbordi in mare. È bene, quindi, conoscere le regole di precedenza: ecco qualche vecchio ‘trucco’ per ricordarle.

    “Risponda al rosso il rosso, al verde il verde, avanti pur, la nave non si perde”.

    “Se sulla rotta rosso e verde appare mano al timone: a dritta tieni il mare”.

    “Se il verde mostri mentre il rosso vedi accosta sulla dritta ed il passo cedi”.

    “Se sulla sinistra il verde tu rilevi dritto alla via che manovrar non devi”.

    “Non incrociar la rotta ad un veliero se dubbio v’è d’abbordo anche leggero”.

    “Se raggiungi in tua rotta nave in mare sei tu che per passare devi manovrare”.

    “Se v’è neve, foschia o nebbia folta sii cauto e lento ed i segnali ascolta”.

    “Quando a proravia alcun segnal tu avverta, ferma! Poi avanza adagio stando all’erta”.

    “Tu dagli eventi prenderai consiglio pronto e sicuro in subito periglio”.

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  • Batterie sempre cariche: i trucchi per pulirle e non farle scaricare

    Batterie sempre cariche: i trucchi per pulirle e non farle scaricare

    Batterie sempre cariche: i trucchi per pulirle e non farle scaricareÈ buona norma che i terminali delle batterie siano sempre puliti e le batterie sempre asciutte per evitare che si scarichino. Per rimetterle in forma dobbiamo staccare i morsetti con pinza e chiave (facciamo attenzione a non mettere in contatto diretto i due morsetti). Per il rabbocco (quando la batteria non è sigillata) dobbiamo utilizzare acqua distillata da inserire negli elementi. Con una spazzola di ferro, poi, eliminiamo le eventuali ossidazioni sui morsetti e sui poli, perché impediscono il passaggio di corrente.
    Anche la superficie superiore della batteria deve essere pulita per evitare che si crei quel velo di acido che agisce come uno strato conduttivo tra i due poli (è causa di dispersione e ossidazione dei morsetti). Poi ingrassiamoli con vaselina. Se siamo provvisti del densimetro, strumento che misura la densità dell’acido, possiamo fare un controllo sulla stato di carica. Nelle batterie al gel l’elettrolito non è più sottoforma di liquido, ma appunto, di gel: questo ci esenta dalla manutenzione, in quanto l’acqua non evapora. Oltretutto, questo tipo di batterie sono più sicure perché in fase di ricarica non sviluppano gas.

    Batterie sempre cariche: i trucchi per pulirle e non farle scaricare

    Dopo che siamo intervenuti sulla batteria possiamo controllare i cavi elettrici che, in un ambiente marino, a causa dell’ossidazione non hanno lunga vita. L’impianto ha, quindi, bisogno di costanti controlli e dell’applicazione di prodotti specifici. Alcuni consentono di espellere l’umidità, altri servono a prevenire l’ossidazione. Se i contatti sono ossidati possiamo pulirli con uno spazzolino da denti e spruzzare un po’ di Crc. Se non abbiamo ancora risolto il problema dobbiamo sostituire i fili, assicurandoci, però, che siano della stessa dimensione.

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  • Infiltrazioni d’acqua: i controlli da fare e come intervenire

    Infiltrazioni d’acqua: i controlli da fare e come intervenire

    Infiltrazioni d’acqua i controlli da fare e come intervenireÈ spiacevole alzare il pagliolato e trovare acqua sul fondo dello scafo. In questo caso, quindi, dobbiamo armarci di pazienza a fare un po’ di controlli.

    Dobbiamo verificare la tenuta degli oblò, controllare l’impianto idraulico e i serbatoi, l’albero (se è passante) e, infine, verificare se si tratta di infiltrazioni di acqua dolce o salata.

    Acqua dolce o salata?
    L’unico modo per saperlo è assaggiarla. Se è dolce abbiamo escluso almeno la peggiore delle ipotesi, ovvero una falla. Non dobbiamo preoccuparci, quindi, ma dobbiamo comunque capire da dove arriva l’acqua.

    Oblò e osteriggi
    Se abbiamo appurato che non si tratta di acqua salata, sono la prima cosa che dobbiamo controllare. Magari li abbiamo lasciati aperti. Se, però, l’acqua si infiltra dalla guarnizione di battuta dell’oblò dobbiamo sostituzione della guarnizione. Se, invece, il passaggio avviene tra la cornice e la coperta dobbiamo smontare il punto luce per poi rimontarlo e sigillarlo.

    Infiltrazioni d’acqua: i controlli da fare e come intervenire

    Albero
    Se l’albero è passante al suo interno si crea la condensa. Inoltre, dobbiamo considerare che alcuni alberi, in testa non sono protetti, quindi l’acqua piovana entra facilmente. Se troviamo acqua dolce in sentina e l’asciughiamo, ma dopo qualche giorno la troviamo di nuovo, molto probabilmente si tratta di condensa. L’albero in alluminio, infatti, soprattutto d’inverno è soggetto a forti escursioni termiche che causano, appunto, la condensa che si crea all’interno dell’albero.
    Infiltrazioni d’acqua, come trovarle

    Impianto idrico
    Per verificare se è l’impianto idrico a ‘fare acqua’ proviamo a chiudere tutti i rubinetti. Se ci sono perdite, l’autoclave dà l’allarme. Se funziona a tratti il problema è l’impianto. L’autoclave si aziona solo per dare pressione, e se la pressione manca…

    Infiltrazioni d’acqua, come trovarle

    Serbatoi
    Se si tratta di serbatoi in acciaio dobbiamo passare una mano sulle saldature, perché sono i punti che creano più problemi. Inoltre, è buona norma proteggere il serbatoio con gli anodi al fine di prevenire eventuali correnti galvaniche. Se il materiale dei contenitori è in Pvc dobbiamo distinguere quello morbido da quello rigido. Il punto più debole del primo tipo è il bocchettone e se ci sono perdite l’acqua di solito esce copiosa fino a svuotare completamente il serbatoio. Quelli di tipo rigido, invece, sono i migliori perché non hanno saldature e i bocchettoni fanno parte dello stampo (a differenza di quelli in acciaio).

    In caso di perdita
    A questo punto non rimane che individuare il punto esatto della perdita. Possiamo munirci di una torcia elettrica e seguire il percorso delle tubature con le mani asciutte e un tovagliolo. Dopo aver verificato le fascette dobbiamo controllare che i tubi non siano rovinati. Se siamo fortunati non dobbiamo scoperchiare tutto il pagliolato per individuare la crepa, ma se arriviamo al serbatoio e scopriamo che perde, meglio chiamare un tecnico. Se nonostante tutti i nostri tentativi, non riusciamo a determinare da dove perde l’impianto, asciughiamo la sentina sino a risalire il più possibile lungo le murate e spargiamo un velo di borotalco (per rimuoverlo munitevi di un aspirapolvere). La perdita d’acqua (per quanto piccola possa essere), lascerà un segno sul borotalco.

    Acqua salata
    Se, invece, quella che troviamo in sentina è acqua salata dobbiamo controllare il premistoppa dell’asse dell’elica. Se entra qualche goccia quando l’asse è in movimento è tutto nella norma, ma se ci accorgiamo che ci sono infiltrazioni anche con l’asse fermo bisogna stringere il premistoppa. In questo caso è meglio contattare a un tecnico.