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  • Perché fare vela?

    Perché fare vela?

    Ph: Matteo Garrone

    Dieci buoni motivi per praticare questo sport meraviglioso.

    In occasione dell’ultima edizione della Carnival Race di Crotone ho incontrato, insieme ad Alessandra Sensini, gli studenti del Liceo Scientifico Filolao. Ci siamo confrontati sul tema “L’importanza della vela nell’educazione del ragazzo”. Dopo l’interessante intervento della plurimedagliata olimpica, abbiamo presentato Perché fare vela? Dieci buoni motivi (secondo me) per praticare questo sport meraviglioso. Ecco la sintesi della presentazione (in versione web).

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    1. TRE (SPORT) IN UNO
    La vela, a differenza di (quasi) tutte le altre discipline sportive, può essere praticata in modo individuale, in coppia o in equipaggio. Dipende dalla tipologia di barca utilizzata.

    Ph: Scuola Vela Argentario

    Individuale (singolo)
    Si può navigare su derive come l’Optimist, l’O’pen Skiff o il Laser. La prima è la barca scuola per eccellenza.Dà la possibilitàai bambini (a partire dai 6 anni) di avvicinarsi al mondo della vela giocando e, al contempo, permette di proseguire l’attività partecipando a regate sin da giovanissimi. Anche l’O’pen Skiff viene utilizzata come barca scuola o per avvicinarsi alle competizioni sportive.
    Generalmente, chi si approccia allo sport della vela in età più avanzata svolge i corsi su barche doppie o collettive. Solo dopo aver acquisito una certa praticità inizia a navigare sui singoli come il Laser, probabilmentela deriva più diffusa al mondo. Anche con questa barca si ha la possibilità di praticare vela agonistica ai massimi livelli.
    In questa categoria di barche rientra anche il Wazp. È dotato di appendici (foil) che permettono di far alzare la barca sull’acqua, ma solo dopo aver fatto un bel po’ di pratica, e di raggiungere velocità considerevoli. Il divertimento è assicurato!
    Da non dimenticare il sempreverde windsurf, ottimo per iniziare ma anche per disputare regate.

    Barche doppie
    Se non si vuole andar per mare da soli ma senza voler condividere il piacere della navigazione con troppi compagni di viaggio ecco che ci vengono incontro, solo per citarne alcune, il Laser Pico e il Laser Vago.

    Collettive
    In questa categoria rientrano le barche che possono ospitare a bordo più di due persone. In questo caso, quindi, si parla di “gioco” di squadra. Si va dal sempreverde Vaurien al Laser Bahia, passando per il Tridente e l’RS Quest.

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    2. SI IMPARA A RISPETTARE LA NATURA
    È uno sport ecologico e praticandolo si imparano a riconoscere le azioni che danneggiano il mare così da poterle evitare.

    Ph: Lega Italiana Vela

    La Federazione Italiana Vela (FIV), ha infatti stilato il Decalogo dell’Ecovelista “adottato” dalle scuole vela italiane. “Un velista responsabile non deve mai dimenticare di rispettare l’ambiente, sia a terra che in mare”. I primi tre punti del decalogo sono probabilmente i più importanti, perché valgono sia sulla terraferma che in mare:

    1. Differenzia i tuoi rifiuti e non gettare nulla nell’ambiente
    2. Non sprecare acqua
    3. Non utilizzare plastica monouso

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    3. 365 GIORNI ALL’ANNO
    A differenza di quello che molte persone pensano, la vela può essere praticata 365 giorni all’anno. La maggior parte delle manifestazioni sportive si svolgono, infatti, nel periodo compreso tra l’autunno e la primavera. Per iniziare a fare vela, però, è consigliato il periodo estivo per agevolare l’avviamento.

    Ph: Circolo Canottieri Napoli (Altura)

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    4. SI PRATICA ALL’ARIA APERTA
    Molti sport si svolgono all’aria aperta, ma pochissimi permettono di stare a contatto diretto con gli elementi naturali quali il mare, il sole e il vento.

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    5. MARE A 360 GRADI
    Oltre a praticare sport, la barca permette di trascorrere momenti conviviali insieme al partner, agli amici o alla famiglia.

    Ph (a sinistra): Club Velico Crotone

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    6. REGALA EMOZIONI
    Non importa se si va per mare per un corso di vela, una regata, una crociera o un trasferimento, l’importante è navigare.

    Vela Pratica

    Andare per la prima volta da soli in barca e governarla, planare a 15 nodi sotto spi o gennaker durante una regata offshore o fare incroci al cardiopalma tra le boe, vedere i delfini sulla prua o fare i turni per raggiungere in sicurezza la meta delle vacanze cambia poco. Navigare dà emozioni.

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    7. SCUOLA DI VITA
    Aiuta a sviluppare capacità di problem solving sia in autonomia, navigando su barche singole, che in equipaggio, quando si è a bordo di barche doppie o collettive.

    Queste capacità di affrontare e risolvere eventuali problemi in mare (durante una veleggiata o in regata) prepara ad affrontare qualche difficolta che si presenta lungo il cammino della vita.

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    8. FONTE DI GUADAGNO
    Chi si appassiona a questo sport, con il passare del tempo può anche farne un lavoro.

    È infatti possibile avere come sbocco lavorativo quello di istruttore, presso uno dei tanti circoli velici distribuiti lungo la costa dell’Italia, o lavorare come skipper (in proprio o per conto di aziende). Entrambi i percorsi lavorativi richiedono ovviamente un percorso formativo, ma la passione aiuta…

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    9. CITTÀ DI MARE
    Chi vive in una città di mare (o di lago) ha la fortuna di avere a disposizione un campo di gioco naturale aperto 365 giorni all’anno. Sarebbe un peccato non approfittare di questa opportunità.

    Ph: Centro Velico Lampetia

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    10. È DIVERTENTE!
    Sì, la vela è divertente.

    Ph: Scuola Vela Argentario

    Ricordo ancora con immenso piacere (un esempio su tutti) quando un bambino – fino a qualche giorno prima convinto sostenitore dei giochi da consolle – al termine del corso si avvicinò e mi disse: “La vela è meglio della PlayStation!”.

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    Questi sono alcuni dei motivi per cui, secondo me, vale la pena fare vela. Se 10 vi sembrano pochi vi invito a condividerne altri semplicemente per far capire, a chi ancora non naviga a vela, che cosa si perde.

    Buon vento

  • Unical: nuova laurea in Tecnologie del Mare e della Navigazione

    Unical: nuova laurea in Tecnologie del Mare e della Navigazione

    Dall’accesso al corso alle opportunità di lavoro. Ecco tutto quello che c’è da sapere sulla nuova laurea triennale dell’Università della Calabria.

    Il nuovo bando d’ammissione dell’Unical permetterà ai diplomati di scegliere tra corsi tradizionali, di nuova attivazione e corsi che sono stati rinnovati nel percorso e negli obiettivi formativi. Tra i nuovi corsi istituiti c’è quello in Tecnologie del Mare e della Navigazione (L-28).

    Cosa si studia in questo corso?
    Il corso forma tecnologi esperti nella gestione delle fasce costiere, delle aree portuali e delle navi, con lo scopo di fare acquisire agli allievi conoscenze e competenze necessarie ad utilizzare tecniche e strumenti in uso nel settore del monitoraggio marino, portuale e della navigazione, e di avviarli ad operare in contesti lavorativi marittimi, portuali e della tutela del mare, ad operare durante interventi di soccorso in mare di imbarcazioni alla deriva e naufraghi e di disastri ambientali per sversamento di inquinanti in mare. È prevista una stretta integrazione tra trasmissione dei contenuti teorici in aula e fasi applicative in laboratorio marino e tirocini sulle navi.

    A che tipo di studente si rivolge questo corso?
    Diplomati/e degli istituti di istruzione secondaria superiore di durata quinquennale e chi possiede altro titolo di studio conseguito all’estero e riconosciuto idoneo. Candidato/a ideale è chi dimostra interesse verso l’ambiente, gli ecosistemi marini, le economie legate al mare ed alla navigazione.

    Cosa c’è di innovativo nel corso di laurea?
    Il corso di laurea triennale in “Tecnologie del Mare e della Navigazione”, con un approccio trasversale orientato alla sostenibilità, mira a formare figure professionali capaci di attuare efficaci ed efficienti processi tecnici, giuridici ed economici di gestione delle fasce marino costiere, dei porti e delle navi, delle diverse attività della economia del mare, e di avviarli ad operare in contesti lavorativi marittimi e portuali, sia pubblici che privati.

    Quali sono gli sbocchi professionali dopo la laurea?
    Tecnologo per la gestione delle navi, dei porti e delle fasce costiere (in contesti pubblici e privati: compagnie di navigazione, imprese di logistica e trasporto marittimo, della cantieristica navale e del turismo nautico, autorità di sistema portuale, enti per il controllo e la gestione dell’ambiente marino). Tutti i ruoli a cui può accedere la gente di mare in possesso del titolo di tecnologo: comandante, capitano e ufficiale di navigazione e direttore, capitano e ufficiale di macchina.

    Porti, cantieri navali, aziende del settore nautico. Chi può accogliere i neolaureati in Tecnologie del Mare e della Navigazione? Esiste una filiera sul territorio?
    Le opportunità che lo sviluppo dell’economia del mare offre alla realtà locale calabrese e alle istanze che provengono dal tessuto produttivo, nonché dall’opportunità di utilizzare le potenzialità di un’area di circa 800 Km di linea di costa a forte vocazione turistica e marittima, sono caratterizzate dalla presenza del porto di Reggio Calabria e Villa San Giovanni (appartenenti all’Autorità di sistema portuale dello Stretto che garantiscono il trasporto delle persone e delle merci nello stretto di Messina e verso il Mediterraneo), dell’Autorità di sistema portuali dei Mari Tirreno e del Basso Jonio (per il controllo dei porti di Gioia Tauro, Corigliano, Crotone, Palmi e Vibo Valentia) e in particolare del Porto di Gioia Tauro, che è il più grande terminal per il transhipment presente in Italia e nel Mediterraneo. La filiera della economia del mare in Calabria incide per il 4,4% degli occupati e per il 5% dell’intero valore aggiunto.

    Sono previste attività di tirocinio all’estero o stage presso aziende o enti italiani?
    È prevista una stretta integrazione tra i contenuti teorici in aula e le fasi applicative in laboratorio marino e tirocini e stage sulle navi, oltre che presso aziende o enti italiani ed esteri. In particolare, per la formazione degli ufficiali di navigazione si prevedono, per ogni anno accademico, fino a quattro mesi di attività teorico-pratiche, da svolgersi su navi in effettiva navigazione, in accordo con i requisiti previsti dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti.

    Come si accede al corso?
    Si partecipa ad un concorso i cui requisiti sono riportati nel bando di ammissione anticipata (a marzo, consigliato anche agli iscritti all’ultimo anno delle superiori per assicurarsi il posto, che prevede il Tolc – Test OnLine CISIA), nel bando standard (luglio/agosto) e nel bando di ammissione posticipata (settembre/ottobre) se ci sono ancora posti disponibili. Alla pubblicazione della graduatoria definitiva, gli ammessi possono immatricolarsi, pagando la prima rata tasse.

    Quanti sono i posti previsti?
    Possono iscriversi 150 studenti ogni anno (dei quali 75 nell’ammissione anticipata).

    Che lauree magistrali offre dopo la triennale?
    Ingegneria per l’ambiente e la sicurezza del territorio.

    Ulteriori dettagli sono disponibili al sito diam.unical.it.

  • Mauro Pelaschier approda al Club Velico Crotone per la Charta Smeralda

    Mauro Pelaschier approda al Club Velico Crotone per la Charta Smeralda

    Via le plastiche dal mare! One Ocean Foundation e Mauro Pelaschier arrivano con la Charta Smeralda anche a Crotone

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    Via le plastiche dal mare! È l’impegno che la Principessa Zahra Aga Khan, lo Yacht Club Costa Smeralda e il suo Commodoro Riccardo Bonadeo hanno preso con il mare attraverso la Fondazione One Ocean, nata con l’obiettivo di generare consapevolezza circa l’importanza che salvaguardia dei mari riveste per l’umanità intera.
    La Charta Smeralda, un codice etico che contiene i principi e le buone prassi per aiutare il mare a liberarsi, tra i tanti problemi, anche dall’abbraccio soffocante delle plastiche, è stata firmata dal Club Velico Crotone già all’atto della sua presentazione a Milano.
    Oggi la Charta Smeralda ha preso il largo a bordo di Crivizza, imbarcazione a vela condotta da Mauro Pelaschier, skipper italiano noto in tutto il mondo, celeberrimo timoniere di Azzurra in Coppa America, protagonista di mille regate su tutti i mari, incluse quelle di Crotone, città per la quale negli anni novanta corse il Giro d’Italia a vela.
    Pelaschier sta compiendo oggi un altro periplo d’Italia, al timone di Crivizza come Ambassador della One Ocean Foundation. In palio questa volta c’è qualcosa di più di un trofeo, per quanto prestigioso. C’è il futuro del pianeta. E così il Mauro nazionale passa di porto in porto toccando le città costiere e i circoli velici che hanno fin da subito stretto un’alleanza con lo Yacht Club Costa Smeralda in nome dell’amore e il rispetto per il mare, fra questi ovviamente il Club Velico Crotone.
    Partita da Trieste, la barca, interamente in legno e con le vele in tela, è approdata a Venezia, Senigallia, Giulianova, Bari e il 3 agosto è attesa a Crotone per due giorni di incontri, veleggiate, “attività di cattura” delle plastiche e tante firme di sottoscrizione della Charta Smeralda. Poi Crivizza sarà a Reggio Calabria, Palermo, Gaeta, Porto Cervo, Punta Ala e Genova, location dell’ultima tappa, in programma il 23 settembre.
    Il programma crotonese è nutrito e vario: alle 18,30 di venerdì 3 agosto, si svolgerà presso la Direzione territoriale Mezzogiorno – Sede centrale di BPER Banca, principale partner in loco del progetto che prende il nome di “Crotone in blu”, la presentazione del progetto alle autorità, alla stampa e al pubblico. Il giorno dopo, alle 9 del mattino, tutti in mare – Pelaschier, i soci e gli atleti del Club Velico Crotone, i ragazzi di MyClubVelicoCrotone young – per ripulire il golfo, più precisamente per continuare a farlo, poiché questo è un compito che il circolo, con la sua scuola vela, e altre associazioni sensibili all’argomento hanno già intrapreso a svolgere da tempo. La sera alle 18, infine, presso il JSea/Club Velico Crotone Sport Beach si terrà un incontro fra la baby ciurma del Club Velico e Pelaschier per ascoltare da Mauro la lezione sul mare e le sue affascinanti storie fatte di vento, acqua, onde, sale, regate.
    “Si tratta di un piacevole ritorno – ha dichiarato Mauro Pelaschier raggiunto in navigazione su Crivizza – perché questa è sempre stata una delle tappe più belle e accoglienti ai tempi del Giro d’Italia a vela, il Club Velico Crotone in pochi anni  è diventato un circolo di riferimento per regate di livello internazionale, sono certo che il presidente Francesco Verri e tutti i soci accoglieranno il messaggio della Charta Smeralda con un calore ancora maggiore di quello che ci fu tributato quando ero stato skipper di ‘Città di Crotone’ la barca portabandiera della città stessa”.
    “Nella nostra scuola abbiamo, caso abbastanza raro io credo, un naturalista – ha dichiarato il presidente del Club Velico Crotone, Francesco Verri. Il suo compito è far conoscere e far amare ai bambini e ai ragazzi il mare in tutte le sue dimensioni, non solo in quella sportiva. Ha inventato il giuramento del piccolo uomo e della piccola donna di mare che un cucciolo di skipper leggerà, immagino con quanta emozione, a Mauro Pelaschier e a tutti gli amici che accorreranno per sottoscrivere la Charta Smeralda. Siamo perfettamente sintonizzati con One Ocean Foundation e con lo Yacht Club Costa Smeralda. Il suo rappresentante Corrado Fara è stato a Crotone, è sempre prodigo di consigli e proposte, un grande amico del Club Velico Crotone. Che è onorato di essere stato scelto come tappa del periplo d’Italia e da oggi si farà sentinella del mare con sensibilità e forza ancora maggiori.”
  • Quando l’arte (di Gerardo Sacco) incontra il mare (di Crotone)

    Quando l’arte (di Gerardo Sacco) incontra il mare (di Crotone)

    Il maestro orafo è main sponsor del Club Velico Crotone e dei Campionati Europei di Optimist. “Un incontro fra realtà vive, dinamiche, pulsanti che raccontano e creano insieme rigenerandosi attraverso il contatto con l’acqua che circonda la città dandole vita nuova”. Martedì la conferenza stampa presso la Camera di commercio di Crotone.

    Quando l’arte (di Gerardo Sacco) incontra il mare (di Crotone)
    Il presidente del Club Velico Crotone Francesco Verri e il Maestro orafo Gerardo Sacco a Crotone durante un momento della premiazione dell’Italia Cup Laser 2015 (foto archivio)

    Il prossimo martedì 19 gennaio, alle ore 11:30, presso la sala Pitagora della Camera di commercio di Crotone, si terrà la conferenza stampa: “GERARDO SACCO MAIN SPONSOR DEL CLUB VELICO CROTONE E DEI CAMPIONATI EUROPEI 2016 – L’arte incontra il mare, il mito incrocia la vela, la bellezza segue il vento”.
    Alla conferenza interverranno il Presidente della Camera di commercio di Crotone, Alfio Pugliese, il Presidente del Club Velico Francesco Verri e l’orafo Gerardo Sacco.
    “Non è una sponsorizzazione – precisa Francesco Verri – Quello fra Gerardo Sacco e il Club Velico Crotone è un incontro fra realtà vive, dinamiche, pulsanti che raccontano e creano insieme rigenerandosi attraverso il contatto con l’acqua che circonda la città dandole vita nuova”.
    Il maestro Gerardo Sacco, come un novello Ulisse, ha viaggiato a lungo! Un percorso travagliato, a volte difficile, ma sempre ricco di passione e grande determinazione. Da questa passione le storie, e i colori del Mediterraneo prendono forma in gioielli che portano in sé il potere e la forza del mare, con contaminazioni e sfumature di un passato prepotentemente contemporaneo. Gioielli densi di valori simbolici che nascono da un attimo, da uno sguardo, da una forte ispirazione che affonda le sue radici nelle suggestive gesta dei miti del passato. Storie di eroi e di passioni, di sogni e visioni, di miti e leggende, resi attuali dalla forza creativa di un moderno Ulisse.
    E la Camera di commercio, grazie alla nuova guida di Alfio Pugliese, diventa così luogo ideale di incontro, moltiplicatore di opportunità per le imprese e per il territorio.
    Al termine della conferenza stampa sarà presentata la collezione indossata dalle atlete del Club Velico Crotone.

  • Le foto della mostra Vela Pratica, la vela e il mare

    Le foto della mostra Vela Pratica, la vela e il mare

    Le foto della mostra Vela Pratica, la vela e il mareEcco un collage con tutte le foto, selezionate tra le 100 immagini che hanno partecipato al contest fotografico on-line Vela Pratica, esposte nel Museo dei Brettii e del Mare di Cetraro fino a sabato 11 ottobre 2014. Vela Pratica vi ricorda che l’ingresso alla mostra è gratuito e vi invita, inoltre, a visitare il museo ospitato all’interno di Palazzo Del Trono a Cetraro che, oltre a custodire reperti archeologici, si avvale di un moderno laboratorio multimediale che vi consentirà di muovervi virtualmente nei siti archeologici di Cetraro e scoprire, attraverso la tecnologia 3D, la bellezza dei singoli reperti esposti e, ancora, esplorare i fondali marini con i relitti che custodiscono preziosi tesori.
    Ecco tutte le foto che hanno partecipato al Contest di vela Pratica.

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  • Inaugurata nel Museo di Cetraro la mostra fotografica Il mare e la vela

    Inaugurata nel Museo di Cetraro la mostra fotografica Il mare e la vela

    Inaugurata nel Museo di Cetraro la mostra fotografica Il mare e la vela Sabato 20 settembre è stata inaugurata alla presenza dell’Assessore alla Cultura del Comune di Cetraro, Fabio Angilica, e del presidente della Caster, dottor Luigi Orsino, la mostra fotografica “Vela Pratica: il mare e la vela”, organizzata dalla FIV VI Zona del Presidente Fabio Colella, in collaborazione con il comune di Cetraro.
    Durante l’inaugurazione sono state premiate con una targa ricordo l’autrice della foto vincitrice del contest on-line (Alto Tirreno cosentino) e la foto più bella della mostra, scelta dal curatore Arturo Barbuto, Sail&Sea (Club Velico Crotone – Andrea Pisapia).
    Vi ricordo che le foto – selezionate tra le 100 immagini pubblicate da Vela Pratica, il blog scelto dalla Federvela come strumento ufficiale per divulgare le news relative alle manifestazioni che si svolgono nel territorio della Calabria e della Basilicata – rimarranno esposte nel museo fino all’11 ottobre 2014.
    Vela Pratica ringrazia i media partner del contest on-line, cetraroinrete.it e www.viagando.com.

    Infine, vorrei ringraziare e condividere con voi un articolo relativo alla mostra, pubblicato in uno dei blog più autorevoli di vela (saily.it). Ecco l’incipit pubblicato dal sito diretto da Fabio Colivicchi (fondatore del mensile Fare Vela, di cui è stato editore e direttore per oltre 10 anni, nonché  consulente e collaboratore della FIV per 15 anni e componente di Commissioni e Gruppi di Lavoro FIV e ai tavoli con il Ministero Trasporti-Navigazione per la redazione del Codice della Nautica da Diporto). L’Italia che vorremmo veder rialzare la testa passa anche attraverso iniziative come questa che vi raccontiamo. Piccole cose, che dimostrano una grande consapevolezza: il paese deve ripartire valorizzando le proprie ricchezze. E tra queste c’è il mare. Sta in questo, e nella collaborazione tra istituzioni, la FIV regionale e il Comune (illuminato) di un piccolo centro come Cetraro, il valore dell’iniziativa”.

    A seguire le foto vincitrici, rispettivamente, del contest on-line e della mostra.

    Museo di Cetraro la mostra fotografica Il mare e la vela DSCF2892 DSCF2893

  • In regata, presi nel sacco

    In regata, presi nel sacco

    Partecipa anche tu al contest della VI Zona FIV! Metti in mostra il tuo mare o le giornate di relax in barca inviando le tue foto a contest@velapratica.it

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    In regata, presi nel sacco
    Foto (Arturo Barbuto) fuori concorso

  • Cime tempestose

    Cime tempestose

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    Cime tempestose
    Foto Arturo Barbuto (fuori concorso)

  • Soffice tramonto

    Soffice tramonto

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    Soffice tramonto

  • Deserto d’acqua – Cetraro

    Deserto d’acqua – Cetraro

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    Deserto d'acqua Cetraro (CS)