Tag: Volvo Ocean race

  • Team SCA vince l’ottava tappa da Lisbona a Lorient della Volvo Ocean Race

    Team SCA vince l’ottava tappa da Lisbona a Lorient della Volvo Ocean Race

    Team SCA vince l'ottava tappa da Lisbona a Lorient della Volvo Ocean RaceIl team velico al femminile, che indossa l’abbigliamento tecnico Helly Hansen, vince per la prima volta una tappa della più rinomata regata oceanica del mondo

     

    Il Team SCA, il primo team fatto da sole donne nell’ultimo decennio a prendere parte alla famosa gara Volvo Ocean Race, è giunta per prima a Lorient in Francia, aggiudicandosi il primo posto davanti agli altri sei equipaggi tutti al maschile. Le 12 veliste del Team SCA hanno lavorato giorno e notte per volgere a proprio favore e con successo gli spostamenti, le correnti, i venti e le onde del mare durante questa difficilissima bolina.
    “Siamo entusiasti di vedere queste donne reclamare un meritatissimo posto in cima al podio, dopo aver fatto sforzi incredibili nel corso degli ultimi due anni,” ha dichiarato Erik Burbank, VP Marketing di Helly Hansen. “Siamo orgogliosi di questa storica vittoria del team, ma soprattutto di essere parte di una squadra di professionisti così attiva, concentrata e appassionata, che lavora insieme per raggiungere i propri obiettivi.”
    Helly Hansen ha lavorato a stretto contatto con il Team SCA per creare un equipaggiamento da vela specifico per le donne e forte abbastanza da poter resistere a 38,000 miglia nautiche di onde devastanti e di venti imprevedibili durante la Volvo Ocean Race. Già durante lo stopover a Lisbona, il product department di Helly Hansen era sul posto a lavorare con il team per cercare di migliorare i loro equipaggiamenti e di renderli più competitivi e più comodi. “Spesso il nostro Ocean Gear è l’unica barriera tra i velisti e gli elementi,” ha dichiarato Richard Collier, VP Product di Helly Hansen. “Abbiamo lavorato a stretto contatto col team per gli ultimi due anni per sviluppare un equipaggiamento da vela di nuova generazione, in grado di mantenere chi naviga al sicuro negli ambienti più ostili dell’oceano – e stiamo migliorando ancora i dettagli e la funzionalità.”
    Helly Hansen e il Team SCA hanno sviluppato insieme Aegir Ocean Dry Suit, Aegir Ocean Dry Top, Aegir Ocean Jacket, Aegir Ocean Trouser, Aegir Ocean Boot e un lifejacket gonfiabile specifico per le donne, per garantire il massimo della protezione, performance e sicurezza durante la gara. La collezione Team SCA incarna perfettamente l’equilibrio tra agilità e potenza. Le uniformi a tinta unita blu scuro del Team SCA, grazie agli inserti magenta ad alta visibilità, mantengono le veliste perfettamente riconoscibili anche nel mare mosso.
    La serie offshore Aegir di Helly Hansen prende il nome dal mitico dio nordico del mare ed è stata creata per resistere settimane a distanza dalla terraferma.

  • Volvo Ocean Race: ecco il video della tappa di Città del Capo

    Volvo Ocean Race: ecco il video della tappa di Città del Capo

    VolvoAl via la seconda tappa della Volvo Ocean Race, il giro del mondo a vela in equipaggio.
    La flotta ha disputato la percorso costiero in Sud Africa con un vento di circa 30 nodi. I sette VO65 puntano, ora, la prua su Abu Dhabi, distante dalla linea di partenza oltre seimila miglia. Una tappa difficile, quella che porterà le barche dall’oceano Atlantico all’Indiano. I rischi che i VO65 potrebbero incontrare durante la navigazione? Cicloni tropicali e pirati.
    Il meteorologo della Volvo Ocean Race, Gonzalo Infante,
    spiega come sarà il meteo. A seguire il video.

    In dicembre i forti venti sud-orientali normalmente soffiano dall’anticiclone di Sant’Elena al sistema depressionario sudafricano. Ciò significa che la flotta ha forti possibilità di incontrare venti sostenuti di bolina nelle prime 24 ore dopo la partenza. I navigatori devono quindi fare delle scelte strategiche fin dall’inizio, ovvero se puntare a sud e godere dei venti occidentali oppure restare vicino alla costa africana. Non si tratta di una decisione facile poiché la situazione meteo nella zona è molto variabile e un’opzione che si presenta valida potrebbe diventare negativa nel giro di poche ore.

    L’opzione più probabile per la flotta è puntare inizialmente a sud per cercare di cogliere qualche buona opportunità e poi dirigersi a est, di solito tali opportunità sono rappresentate dalla formazione di fronti freddi o di sistemi depressionari in prossimità della punta meridionale del continente africano. Il lato negativo di questa opzione, tuttavia, è la presenza della corrente di Agulhas, un sistema oceanico su larga scala dove l’acqua si sposta con velocità fino a cinque nodi e, con venti occidentali forti, questa corrente può produrre mare molto mosso e potenzialmente pericoloso per le barche.

    Uno scenario alternativo vede le cellule di alta pressione degli oceani Atlantico e Indiano fondersi per creare condizioni di vento leggero nella zona del Capo di Buona Speranza. In questa situazione, il vento è presente solo vicino alla costa e, purtroppo, soffia in direzione contraria alla rotta, quindi la flotta è costretta a navigare di bolina. Il primo ostacolo nel tratto di navigazione verso nord è un ampio sistema di arie leggerissime.
    La rotta più comune per passare l’alta pressione è prenderne il lato occidentale alla ricerca di venti freschi da nord-est, appena sotto il Madagascar. Una volta superato questo sistema meteo, la flotta dovrebbe incontrare venti
    
 di aliseo sud-orientale e le barche che si sono tenute più a est possono godere di migliori angoli al vento. Il fattore di rischio in questa zona è rappresentato dalla stagione dei cicloni tropicali. Sono dei grandi sistemi temporaleschi presenti in prossimità delle calme equatoriali, i Doldrums, e che aumentano di forza nel loro cammino verso sud, causando potenziali condizioni pericolose. Inoltre, quando si verifica la presenza di uno di questi sistemi, i venti di aliseo non possono svilupparsi, il che rende difficile trovare l’aria senza corre il rischio di entrare nel ciclone.
    Si arriva quindi all’ostacolo finale, i Doldrums dell’oceano Indiano. Queste calme equatoriali sono differenti da quelle presenti in Atlantico. Sono infatti create dalla convergenza degli alisei di sud-est e dei monsoni di nord-ovest che si congiungono provenendo da direzioni diverse e formano una larga zona di cumuli nuvolosi, pioggia e vento leggero, sempre a sud dell’Equatore. In generale la striscia di calme è più stretta a ovest, benché non sia un fattore ovvio come nella prima tappa.

    Dopo i Doldrums la flotta deve risalire verso il Golfo Persico, con venti di monsone da nord-est. Quando il monsone inizia a perdere forza, si entra in un’area di transizione con venti leggeri e variabili di direzione. Il vento locale predominante soffia da nord-ovest ed è chiamato Shamal. Dopo lo stretto di Ormuz, normalmente la flotta naviga su un lungo bordo al lasco fino ad Abu Dhabi.

  • Giro del mondo in barca a vela: opportunità unica di esaminare gli effetti dello stress sul sistema cardiaco

    Giro del mondo in barca a vela: opportunità unica di esaminare gli effetti dello stress sul sistema cardiaco

    vorL’equipaggio di Team Alvimedica, uno dei team che sta partecipando alla regata intorno mondo in equipaggio è al centro di un’innovativa ricerca medico/scientifica per verificare che impatto abbia la partecipazione alla Volvo Ocean Race sul cuore, il metabolismo, la forza e la forma fisica dei velisti durante i nove mesi di navigazione oceanica.
    Grazie all’utilizzo di tecnologie dell’agenzia spaziale americana Nasa e a medici di istituzioni accademiche di primo piano negli Stati Uniti, in Svezia e nel Regno Unito è stato lanciato un progetto per capire meglio come le condizioni stressanti a lungo termine a cui sono sottoposti i velisti possano influenzare le funzioni vitali e incrementare il rischio di malattie vascolari e di altro tipo.
    Il progetto è guidato dal ricercatore cardiologo Martin Ugander, del Karolinska Institute di Stoccolma in Svezia, che ha dichiarato che la regata fornisce un terreno di ricerca medica unico. “Non conosco nessun altro modello di stress al mondo in cui l’uomo è sottoposto a una combinazione di stress intenso e di lunga durata che l’essere a bordo di una barca, lavorando su turni di quattro ore su periodi prolungati e su un arco di nove mesi. Si tratta di un ambiente che ci fornisce un’opportunità unica di esaminare gli effetti dello stress sul sistema cardiaco.” “Se le nostre ipotesi verranno verificate da questo studio, potremo poi applicarle al pubblico in generale, visto che tutti noi soffriamo lo stress nella vita quotidiana.” “Se proveremo che enormi livelli di stress – conclude il cardiologo – possono avere effetti sul cuore, sarà un importante primo passo per determinare quali dosi di stress fisico e mentale siano da considerarsi pericolose per la salute. Inoltre, anche se non ci saranno provati effetti negativi sul cuore, il progetto fornirà informazioni altrettanto rilevanti.”

  • La Volvo Ocean Race fa tappa a Cardiff

    La Volvo Ocean Race fa tappa a Cardiff

    La Volvo Ocean Race, giro del mondo in equipaggio, ritornerà a fare tappa sulla costa inglese nell’edizione 2017/2108, 10 anni dopo dall’ultima volta che le barche oceaniche hanno navigato nelle acque del Regno Unito. I Volvo Ocean 65 che faranno tappa in Galles,  attualmente sono in fase di costruzione. (altro…)